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Martesana - Naviglio della Martesana



MARTESANA
Naviglio della Martesana

Il Naviglio della Martesana, detto anche Naviglio Piccolo, prende nome dal contado di cui faceva parte il territorio attraversato. In esso infatti viveva una stirpe, la gens Martecia, che già prima dell'anno Mille si era insediata nella regione compresa tra il Seveso, l'Adda, la Vallassina e il territorio di Melzo. Voluto dal duca Filippo Maria Visconti e realizzato dal duca Francesco Sforza, il primo progetto era limitato a un'opera che servisse per l'irrigazione dei campi coltivati e per fornire ai mulini la necessaria forza motrice ma non per la navigazione. La creazione del nuovo Naviglio interessava non solo il collegamento di Milano con l'Adda ma anche con il Po e con il Ticino. Il fiume rappresentava il confine naturale fra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia e costituiva per l'arte bellica del tempo una notevole difesa. Dapprima le acque del canale confluirono fuori città nel Seveso. In seguito nel 1496 Ludovico il Moro fece congiungere, tramite un sistema di chiuse, le acque della Martesana e il bacino detto il Tombone di San Marco con quelle della fossa interna. Si dice che di questo progetto si sia occupato anche Leonardo da Vinci. A partire dal '600 sulle rive di questo naviglio sorsero alcune prestigiose ville patrizie, sedi di vacanza dei nobili milanesi. Nel 1800 si avviò anche lungo la Martesana un regolare trasporto di passeggeri mediante le barche- corriere. Sul Naviglio Grande era molto noto il barchett de Boffalora mentre sul Naviglio della Martesana il barchett de Vaver. Nella seconda metà dell'Ottocento il sistema dei trasporti fluviali decadde sia per la lentezza dei viaggi che per la concorrenza delle ferrovie e delle linee tranviarie che soppiantarono la navigazione fluviale interna ed esterna della città. Tuttavia la Martesana fu attiva per tutto il secolo scorso fino agli anni Sessanta. I barconi, le barche mezzane e i borcelli costruiti nei cantieri sul Lago di Como scendevano e risalivano la corrente sia per i servizi di corriera che per il trasporto di merci. Il ercorso del Naviglio della Martesana dentro Milano parte dal ponte-canale e supera il Lambro in Via Idro. Prosegue traversando il centro dell'antico borgo di Crescenzago e passa per il parco Martesana. Supera gli svincoli ferroviari della Stazione Centrale e termina il suo corso all'aperto in coincidenza con la Cassina de' Pomm che oggi ospita un locale pubblico ituato in Via Melchiorre Gioia. Davanti ad essa si trova il cosiddetto Ponte dei Panfiss, il cui nome deriva dal fatto che lo attraversavano gli operai della fabbrica di candele Branca, che a differenza degli altri cittadini avevano un posto fisso, quindi un salario assicurato. Il naviglio scorreva poi sotto la Via Melchiorre Gioia, passava sotto il ponte ell'Incoronata presso il dazio delle Gabelle e tramite un tombon ossia un salto d'acqua entrava nel naviglio interno. Negli anni '90 l'idea di far rivivere il naviglio della Martesana si è realizzata.

 



Accesso da Viale Monza
o Via Padova