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Cascina Monastero - Via Anselmo da Baggio, 55



CASCINA MONASTERO
Via Anselmo da Baggio, 55

IERI: Il suo nucleo primitivo è da ricercarsi in ciò che resta del monastero quattrocentesco che Balzarino de' Posterla, genero di Matteo Visconti, fece costruire, a proprie spese, ispirandosi al monastero di Monte Oliveto Maggiore, in provincia di Siena, per donarlo poi ai Monaci Olivetani, con l'accordo di ricordarlo dopo la morte e di conservare il suo sepolcro nella Chiesa. Nel Mappale di Carlo VI, il "Monàstee" è rappresentato con tre corti chiuse, di cui una adibita ad uso agricolo. La Chiesa, dedicata a Santa Maria, risulta esterna e confinante con l'attuale Via Anselmo da Baggio. Il complesso era abbellito da un vasto giardino e comprendeva una importante ghiacciaia. La tradizione racconta la presenza di un fantomatico "cunicolo" sotterraneo che avrebbe dovuto collegare "el Monàstee" con Santa Maria Rossa di Monzoro, edificio tuttora presente in fondo a Via Cusago. Il misterioso cunicolo non è stato mai rinvenuto. Antri bui, cantine e lunghi corridoi sotterranei erano presenti nel monastero, ma terminavano al muro di cinta del complesso. Tuttavia i racconti sul cunicolo hanno riferimenti accattivanti: dai partigiani che lo avrebbero usato come via di fuga, o deposito di munizioni, al cavaliere che l'avrebbe attraversato in sella ad un destriero. Ai bambini era imposto di girarvi alla larga, perché i pericoli erano reali, e per scoraggiarli inventarono storie terrificanti. Il Monastero fu soppresso sotto il dominio austriaco intorno al 1773. In seguito all'abbandono da parte dei monaci, l'edificio subì pesanti saccheggi e manomissioni che ne compromisero i pregevoli affreschi. Mutò in seguito la destinazine d'uso, trasformandosi in abitazione rurale e divenendo "Cascina Monastero"; i contadini che l'abitavano, ne coltivarono i campi circostanti fino agli anni '50. Sottratta a una speculazione edilizia ed evitato l'abbattimento, fu acquisita dal Comune nel 1960. Il circostante prato, in precedenza coltivato, venne sistemato a parco nel 1964, mantenendo l'antica struttura rettangolare del giardino dei monaci.

OGGI: L'acquisto da parte del Comune di Milano ha evitato che gli edifici superstiti dell'ex convento venissero abbattuti. I lavori di restauro, iniziati nel 1981, hanno recuperato quanto ancora rimaneva dell'antica bellezza. Nel Parco sopravvivono ancora tre gelsi che testimoniano l'antico allevamento di bachi da seta all'interno della Cascina: i contadini, per arrotondare il magro salario, rivendevano i bachi a una filanda di Baggio, attiva fino al 1935. Oggi è sede del Comando della Vigilanza Urbana e del Consiglio di Zona 7.

 

 



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