| CHIOSTRI SOCIETA' UMANITARIA - Via Daverio, 7 |
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CHIOSTRI SOCIETA' UMANITARIA I quattro chiostri della Società Umanitaria originariamente facevano parte del convento di Santa Maria della Pace edificato dall'architetto Guiniforte Solari e dal figlio Pietro, per volere di Bianca Maria Visconti, tra il 1466 e il 1497 anno in cui la chiesa venne consacrata. L'Umanitaria, istituzione nata nel 1839, iniziò ad operare grazie al corposo lascito di un mecenate mantovano di nome Prospero Moisè Loria e nel 1907 acquistò parte dell'area tra Via San Barnaba, Via Pace e Via Fanti fino ad acquisire tutto il complesso ad esclusione della Chiesa (oggi di proprietà dell'Ordine Equestre dei Cavalieri di Malta o del Santo Sepolcro) per le sue attività di educazione, assistenza e formazione al lavoro. Nonostante i bombardamenti del 1943 e 1944 abbiano distrutto gran parte dell'area edificata, l'architettura rinascimentale originaria è fortunatamente rimasta intatta. Varcando il grande cancello in ferro si entra in una dimensione di pace e tranquillità. La pianta rettangolare dell'ex convento è costituita da quattro chiostri classici che girano attorno a cortili e giardini. Appena entrati si può ammirare il Chiostro delle Statue con il giardino in fiore e la vista che si apre sul colonnato superiore ad archi. Sulla sinistra troviamo il Chiostro dei Glicini (ex cortile delle Palme) con il colonnato di marmo a perimetro e alcune piante di glicine che d'estate lo rianimano di colore. A destra c'è il Chiostro della Memoria con la statua dell'emigrante in bronzo che sembra sospingere il visitatore all'ultima meraviglia ossia al quarto Chiostro, quello dei Pesci, con l'ampio giardino ornato al centro da un faggio centenario. Seguono il colonnato, i ferri battuti e le alte volte. Le cronache descrivono quest'ultimo Chiostro tutto affrescato ad opera di uno dei pittori della famiglia Procaccini sul finire del ‘500 con lunette raffiguranti scene della vita di San Francesco, oggi purtroppo non più visibili. Da qui si può accedere alla parte artistica più attraente dell'Umanitaria: il Salone degli Affreschi, il capolavoro artistico dell'Umanitaria. Comprende l'ex Refettorio del convento dei frati francescani e una grande sala da poco restaurata di straordinaria ricchezza ornamentale. Le pareti, gli archetti e gli specchi della volta conservano gli antichi fregi dipinti, tra tutti spicca la Crocifissione di Cristo, grande affresco di Marco d'Oggiono datato 1520.
MM3 fermata Crocetta
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