| Cortile Palazzo Isimbardi - Corso Monforte, 35 |
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CORTILE PALAZZO ISIMBARDI Sede storica della Provincia di Milano dal 1935 Palazzo Isimbardi vanta una storia antica. Proprio il Cortile d'Onore costituisce il nucleo più antico del Palazzo. La sua realizzazione risale infatti al XVI secolo su incarico degli allora proprietari dell'edificio, i Conti Taverna. Tornando al Palazzo, osserviamo la corte quadra costituita da un loggiato ad archi a tutto sesto retti da monoliti in serizzo con capitelli in stile dorico. Il sottoportico è caratterizzato dalla presenza di volte a crociera, inserite alla fine del Settecento su una soffittatura preesistente a cassettoni lignei, sorrette agli angoli del cortile da caratteristiche colonne quadrate. La pavimentazione, costituita da mattonelle di cotto disposte a spina di pesce, è quella originale cinquecentesca arricchita da quadrelli in marmo rosa di Candoglia, lo stesso usato per la costruzione del Duomo di Milano. Al centro era anticamente collocata una vera da pozzo in marmo,ora perduta, che consentiva di attingere ad una vena d'acqua sorgiva. Nella parte orientale del loggiato sono stati inseriti antichi stemmi ed imprese prevalentemente d'epoca viscontea che già da secoli sono conservate come cimeli. Gli affreschi, situati sotto il loggiato della parte nord del cortile, risalgono anch'essi all'epoca dei conti Taverna e presentano decorazioni a festoni e grottesche. All'angolo nord/ovest del portico, dove dal cinquecento si trovava l'ingresso dello scalone d'onore che portava al primo piano dell'edificio, è affissa una targa che commemora i dipendenti dell'Amministrazione Provinciale caduti nelle due guerre mondiali. All'angolo sud/ovest del cortile si trova la statua novecentesca simboleggiante "la Maternità" opera dello scultore Ivo Soli, mentre una scultura raffigurante S. Ambrogio, opera moderna dello scultore Pulcini, è collocata a sud/est del cortile. Tutta questa parte del Palazzo venne restaurata nel corso del primo intervento operato dalla Provincia di Milano. Nel 1940 alcuni lavori di scavo portarono alla scoperta dell'antica pavimentazione, nascosta alla fine del Settecento da uno spesso strato di ciotoli di fiume disposti a piano inclinato, così come tornarono alla luce pitture e decorazioni cinquecentesche anche del piano nobile. Il palazzo prende il nome di "Isimbardi" dall'ultima famiglia nobile che lo ha abitato: i marchesi Isimbardi.
MM1 fermata San Babila
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