| FORNACE CURTI - Via Tobagi, 8 |
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FORNACE CURTI IERI: La prima bottega della FORNACE CURTI era situata alle Colonne di S. Lorenzo lungo il Naviglio, che scorreva dove ora passa la via De Amicis. Nel 1700, con Pietro Curti, si trasferì sulla Ripa di Porta Ticinese; poi con Felice Curti si spostò nel 1800 alla Conchetta, sul Naviglio Pavese, dove un incendio distrusse quasi totalmente forme, suppellettili e molti documenti della famiglia che, in seguito a questa sventura, si trasferì con Attilio Curti nel 1900 nella attuale sede dove, prima Francesco e ora Alberto hanno continuato a mantenere viva la tradizione del cotto lombardo. OGGI: La Fornace è sempre stata frequentata da artisti che qui si approvvigionavano di argilla, cuocevano le loro sculture e dipingevano le maioliche. Ancora oggi molti spazi ai piani superiori sono utilizzati da artisti che hanno nell´arte fittile un loro filone di creatività La stirpe dei Curti ha tramandato di padre in figlio l´arte di creare, utilizzando l´argilla di Boffalora, quella che era considerata la più rossa e resistente terracotta lombarda, che decora i più importanti monumenti di Milano e della Lombardia: dalla Cà Granda alla Certosa di Pavia, dall´Abbazia di Morimondo a quella di Chiaravalle, e, ancora, S.Maria delle Grazie, S.Marco, il teatro Fossati. Nel corso dei secoli la famiglia Curti ha cambiato quattro volte sede, pur restando nella zona di Porta Ticinese, ma non ha mai abbandonato il mestiere del "fornaciaio". Il complesso della fornace occupa l´area dell´ex Cascina Varesina, ed è composto da un insieme di edifici costruiti in epoche diverse, che hanno inglobato strutture anche molto antiche rispettando le caratteristiche iniziali. Nell´insieme si presenta come un pittoresco agglomerato di case e casupole, intersecato da cortili e scale su cui si affacciano portici, laboratori e studi di artisti. L´argilla anticamente si estraeva, non a caso, sul luogo dove sorgeva la fornace. Successivamente veniva cavata alla Cascina Boffalora (ora quartiere S.Ambrogio). Attualmente, per ottenere colore e resistenza al gelo uguale a quelle antiche, è una miscela di argille dell´Oltrepò Pavese e piemontesi. Nel cortile d´ingresso vi è un raffinato giardino di piante esotiche in vaso curato dallo stesso Alberto Curti, che così espone anche le fioriere più ricercate della sua produzione.
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