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La Tomba di Marinetti



LA TOMBA DI MARINETTI

Le origini del Cimitero Monumentale risalgono al 1838, quando il municipio di Milano bandisce un concorso per il progetto di un nuovo cimitero che raggruppi in un unico luogo le sepolture distribuite in sei camposanti periferici. L'iniziativa non ha però esito concreto, ed è solo con l'unità nazionale che viene varato un ulteriore concorso per la realizzazione del cimitero: nel 1863, viene proclamato vincitore il progetto dell'architetto Carlo Maciachini. Il cimitero viene subito pensato per ospitare una grande varietà di monumenti funerari, che corrisponde alla diversità del gusto, delle scelte artistiche e del credo religioso; il linguaggio architettonico abbandona i più consueti schemi neoclassici a favore di una composizione eclettica, dove echi del romanico lombardo si accostano a reminiscenze bizantine e gotiche. Fin dalla sua apertura, il Cimitero Monumentale ha rappresentato per gli artisti un'occasione straordinaria per misurarsi con un tema antico e solenne come quello funerario: ancora oggi si possono ammirare opere di Luca Beltrami, Giuseppe Sommaruga, Medardo Rosso, Gio Ponti, Giacomo Manzù, e di molti altri scultori e architetti. Tra le tante sepolture di personaggi celebri, nel Campo 4, a destra del viale che dal Famedio si diparte verso il centro della necropoli, è possibile vedere anche la tomba di Filippo Tommaso Marinetti. Si tratta di una sepoltura modesta, a terra, una tomba piccola e quasi anonima che difficilmente si nota tra lo svettare dei monumenti che le stanno accanto: è ricoperta da una lastra di bronzo, decorata ai lati con delle greche di gusto vagamente floreale. Insieme a Marinetti riposano il fratello Leone e la moglie Benedetta, pittrice futurista. Marinetti muore a Bellagio, sul lago di Como, nell'attuale Hotel Excelsior, il 2 dicembre 1944, in seguito ad una crisi cardiaca: ha sessant'otto anni, ed ha appena scritto la sua ultima pagina, il "Quarto d'ora di poesia della X MAS". La notizia della sua morte fa velocemente il giro del mondo, e il 3 dicembre anche il "New York Times" dedica un articolo alla scomparsa del poeta. Le esequie vengono celebrate nella basilica di San Giacomo a Bellagio, alla presenza di diversi artisti venuti ad onorare le spoglie del fondatore del Futurismo. Il 5 dicembre 1944, nella chiesa di San Sepolcro a Milano viene celebrato il solenne funerale di Stato, voluto da Benito Mussolini; i milanesi partecipano in gran numero, nonostante la paura e le difficoltà nello spostarsi in una città ferita a causa dei frequenti bombardamenti anglo-americani. Rassicurato e colpito dal grande numero di persone accorse ai funerali del poeta e vedendovi un segno di attaccamento dei milanesi al fascismo, il 16 dicembre Mussolini tiene al Teatro Lirico il Discorso della riscossa, che sarà anche il suo ultimo comizio politico.

 



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