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L'Abitazione di Boccioni in Via Adige



L'ABITAZIONE DI BOCCIONI IN VIA ADIGE

Umberto Boccioni nasce il 19 ottobre 1882 a Reggio Calabria, da genitori emiliani. Il padre è usciere di prefettura, ed è costretto a spostarsi lungo il territorio nazionale per esigenze di servizio. Il giovane Umberto trascorrerà così il primo periodo della sua vita tra Forlì, Genova, Padova, Catania e Roma. Nella capitale, dopo il diploma all'istituto tecnico conseguito in Sicilia, egli frequenta lo studio di un cartellonista, dove apprende i primi rudimenti della pittura; ha inoltre modo di conoscere Gino Severini e Mario Sironi, con i quali frequenterà lo studio del pittore Giacomo Balla. Boccioni arriva a Milano nel 1907: risiede inizialmente in Via Castel Morrone, non molto distante da Corso Venezia, dove vive Filippo Tommaso Marinetti. In seguito (1909) si trasferisce in Via Adige 23, nella allora periferica zona di Porta Romana, in un edificio realizzato da poco. Nessuna città italiana meglio di Milano può offrire a Boccioni l'immagine di un mondo nuovo, in continuo divenire, in cui lo sviluppo industriale è il vero motore del progresso. Così, la strada milanese in cui vive l'artista diventa lo scenario da lui prediletto e il piccolo balcone in ferro battuto dell'appartamento di Via Adige apparirà molto spesso nei dipinti che Boccioni realizza in questi anni. Il pittore si fa cronista attento dei mutamenti della periferia cittadina e il terrazzo della sua casa si trasforma in una sorta di palcoscenico privilegiato sulla modernità. Da La sorella Ada al balcone (1909) a Visioni simultanee (1911), da La strada entra nella casa (1911) a Costruzione orizzontale (1912), l'intento di Boccioni è quello di riuscire a restituire nello spazio visivo del quadro una sintesi perfetta di tutto ciò che circonda il protagonista, molto spesso rappresentato da una persona che si sporge dal balcone; gli oggetti si compenetrano, i piani di visione si fanno molteplici e tutti gli elementi si fondono tra loro per rappresentare la vitalità frenetica della città e l'incessante dinamismo del mondo moderno.
Nel giugno 1911 il Commendator Cesare Besozzi fonda a Milano la Società Anonima Molino Besozzi Marzoli, dando vita a uno dei più moderni e tecnologici centri di produzione dell'Italia di allora. La sede dello stabilimento è in Via Adige, proprio di fronte all'abitazione di Umberto Boccioni; il corpo principale dell'edificio - modificato nel corso degli anni Cinquanta - è ben visibile ancora oggi, con il monumentale portale d'ingresso (in Via Adige n. 20). In alcuni celebri dipinti di Boccioni, la sede del Molino Besozzi appare come caratteristico elemento di sfondo: in La strada entra nella casa (1911) e Materia (1912), la madre del pittore viene ritratta mentre si trova sul balcone dell'appartamento, letteralmente fusa con gli edifici circostanti e le persone che popolano le strade, a testimoniare la rivoluzionaria visione del mondo data dagli artisti futuristi.

 



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