100Milano I Film ------ Pubblicazione Settembre 2010 ------ Concorso fotografico 100Milano ScegliMI: tema corrente - La Milano della carità - www.100milano.tv
La Centrale Termoelettrica di Piazza Trento



LA CENTRALE TERMOELETTRICA DI PIAZZA TRENTO

Considerare i nuovi utilizzi dell'elettricità tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento è un elemento fondamentale per comprendere la nascita del movimento futurista. E' questo il momento di un cambiamento epocale, in cui i mezzi meccanici vengono mossi dall'energia elettrica: si passa dal tram a cavalli a quello elettrificato, e l'automobile diviene il simbolo stesso dell'energia che muove un motore. Su tutto domina il fenomeno dell'illuminazione pubblica, che sembra rendere il giorno più lungo e rischiara di luci sfavillanti le strade e le piazze di Milano, metropoli moderna per eccellenza. Nel 1909 Marinetti scrive "Uccidiamo il chiaro di luna", opera in cui esalta - con perfetto spirito antiromantico - le "lune elettriche" dei lampioni e dei fanali delle automobili, ben più importanti per il futurista del soffuso chiarore della luce lunare. Tra il 1882 e il 1883, a pochi passi dal Duomo viene realizzata la prima centrale elettrica europea: si tratta dell'impianto di Santa Radegonda, sorto nell'omonima via milanese nei locali di un ex teatro. Fino ai primi anni del Novecento l'energia elettrica in città viene gestita dalla società Edison, nata nel 1884; ma con l'approvazione della delibera di municipalizzazione dei servizi elettrici, si passa alla realizzazione della prima Centrale Termoelettrica Comunale, che viene costruita in Piazza Trento, in prossimità del nuovo scalo ferroviario di Porta Romana. La centrale, inaugurata nel 1905 e dotata di impianti per l'epoca modernissimi, si trova a poche centinaia di metri da Via Adige, dove poco tempo dopo verrà ad abitare Umberto Boccioni. Inevitabilmente il grande impianto termoelettrico, ben visibile dalla casa dell'artista, apparirà nel corso del tempo in diversi suoi dipinti, a testimoniare la vasta opera di industrializzazione nella zona di Porta Romana. Del resto, l'energia elettrica continua ad essere per i futuristi il simbolo autentico della modernità: nascono addirittura riviste che hanno nomi riconducibili ad elementi elettrici, come "Dinamo futurista" diretta da Fortunato Depero. Quanto alle opere pittoriche, si può citare il celebre Lampada ad arco di Giacomo Balla (1909), o Quel che mi ha detto il tram, che Carlo Carrà dipinge nel 1910. Dal canto suo, Umberto Boccioni nel dipinto La città che sale (1910) rappresenta le opere di sterramento che coinvolgono centinaia di persone nella realizzazione di nuovi settori della centrale di Piazza Trento, le cui ciminiere - insieme a quelle delle fabbriche che stanno nascendo nella medesima zona - sono ben visibili in diversi dipinti del 1909: da Il mattino a Crepuscolo, fino ad arrivare al celebre Officine a Porta Romana, vera e propria celebrazione del progresso industriale e del ruolo fondamentale che Milano ha in tale processo.

 



Bus: 61