100Milano I Film ------ Pubblicazione Settembre 2010 ------ Concorso fotografico 100Milano ScegliMI: tema corrente - La Milano della carità - www.100milano.tv
La Casa Museo Boschi Di Stefano



LA CASA MUSEO BOSCHI DI STEFANO

Dal febbraio 2003 è aperta al pubblico la Casa Museo Boschi Di Stefano, che espone - nei locali abitati in vita dai coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano - una selezione di circa trecento delle oltre duemila opere della loro collezione, donata al Comune di Milano nel 1974. In origine, ogni parete dell'appartamento era letteralmente coperta di quadri: l'abitazione dei coniugi Boschi era inoltre un luogo di ritrovo per artisti come Sironi, Carrà, Fontana, che erano soliti ritrovarsi qui per discutere i temi che più avevano a cuore. La collezione rappresenta una straordinaria testimonianza della storia dell'arte italiana del XX secolo, e comprende anche diverse opere realizzate da alcuni dei protagonisti del movimento futurista. Tra queste, una Testa di vecchio realizzata da un giovane Umberto Boccioni, ancora fedele alla tecnica divisionista appresa presso lo studio di Balla; numerosi sono i lavori di Gino Severini, che dal 1906 vive a Parigi e realizza opere di chiara matrice cubista (come Bohémien jouant l'accordéon); un'intera sala della casa-museo è poi dedicata a Mario Sironi, la cui pittura si evolverà fino ad avvicinarsi alle atmosfere della Metafisica. La città di Milano si pone fin dall'inizio come matrice del Futurismo: è la più moderna, evoluta ed europea delle città d'Italia, tanto sul piano economico-finanziario quanto su quello culturale. A Milano vengono redatti i manifesti pittorici futuristi del 1910, firmati da Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini. Naturalmente, è Filippo Tommaso Marinetti il primo protagonista della rivoluzione estetica che segnerà il nuovo corso dell'arte italiana nei primi decenni del Novecento. Per i futuristi, gli anni Dieci del nuovo secolo sono posti sotto il segno del Dinamismo: non più un'arte statica, frutto di un mero esercizio contemplativo, ma una pittura e una scultura fluenti, potenti, che riescano ad inglobare gli elementi della realtà nell'energia vitale del mondo moderno, sciogliendo le forme della cose. Nel decennio successivo, il filo conduttore delle ricerche è la cosiddetta Arte meccanica: domina il nuovo culto della macchina, ora vista come dispensatrice di rigore geometrico e pulizia formale. L'arte futurista appare fortemente connotata da questa nuova esigenza di chiarezza e di ordine, ponendosi in stretta consonanza con le altre avanguardie internazionali. Tema fondamentale per tutto il corso degli anni Trenta sarà poi l'Aeropittura, ben rappresentata nella collezione Boschi dal dipinto di Gerardo Dottori dal titolo La virata (1931); frutto della nuova esperienza percettiva consentita dal volo aereo, questa stagione dell'arte futurista apre orizzonti inattesi. Con il volo aereo, cambia anche la rappresentazione stessa della prospettiva in ambito pittorico: la visione si fa strapiombante, gli orizzonti si incurvano e molteplici scorci prospettici si fondono uno nell'altro a dare il senso della vertigine e della velocità.

 



Bus: 61