| Il Futurismo come Arte Totale |
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IL FUTURISMO COME ARTE TOTALE All'inizio del Novecento, il Futurismo rende possibile l'allineamento dell'arte italiana alle più importanti esperienze d'avanguardia già in atto in Europa. Interessato alla rivoluzione di tutte le arti e di tutti i settori del vivere quotidiano, il Futurismo è per l'Italia un movimento artistico ma anche un modo nuovo di concepire la vita culturale di una nazione, che oltretutto si trova in quel momento in una condizione sociale ed economica di forte arretratezza e di profondi contrasti. Gli artisti futuristi si impegnano con una ricchezza inventiva inesauribile nel campo della produzione pubblicitaria, della moda, del design, della scenografia teatrale, dell'editoria, delle arti decorative in genere, nel tentativo di realizzare una radicale trasformazione del mondo moderno. Grazie alle splendide collezioni delle Civiche Raccolte d'Arte Applicata e all'immenso patrimonio della Raccolta delle stampe Achille Bertarelli, si può scoprire da vicino l'esigenza dei futuristi di uscire dai vincoli delle arti pittoriche e plastiche per giungere a una "ricostruzione futurista dell'universo" (così si intitola il manifesto firmato congiuntamente da Giacomo Balla e Fortunato Depero nel 1915). Il problema della connessione tra arte e vivere sociale diviene essenziale nel percorso dei protagonisti del movimento futurista: non si può concepire un nuovo stile se questo non abbraccia tutti i rami dell'arte, dal figurativo all'ornamentale. Tra i diversi campi applicativi della poetica futurista nelle arti decorative, la lavorazione della ceramica assume un ruolo di primo piano, sia per le molteplici possibilità del materiale, sia perché esso dà modo di progettare oggetti di nuova concezione, ma comunque pensati per invadere le abitazioni degli italiani. I futuristi progettano forme originali, ma nello stesso tempo propongono anche soluzioni decorative tradizionali, grazie soprattutto alla collaborazione con i maggiori centri di produzione della ceramica già attivi da molto tempo nel nostro Paese: in questo modo, realizzano opere di estrema raffinatezza, modernissime, risultato di un lavoro incrociato tra designer e competenze artigianali inimitabili. Giacomo Balla realizza numerosi decori per oggetti e soprattutto per piastrelle e mattonelle da rivestimento, crea complementi d'arredo, tappeti, lampadari; Fortunato Depero diventa uno dei grandi protagonisti della comunicazione pubblicitaria; Enrico Prampolini e Gerardo Dottori si occupano di progetti ornamentali per diversi edifici pubblici; Tullio Crali - insieme a Balla - si occupa del "Manifesto dell'abbigliamento futurista". Il compito delle arti decorative sembra quello di conquistare la più larga fascia di pubblico possibile, con l'obiettivo della creazione dell'oggetto d'arte totale e del radicale cambiamento della società attraverso la bellezza.
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