| Le Abitazioni di Marinetti |
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LE ABITAZIONI DI MARINETTI Filippo Tommaso Marinetti nasce il 22 dicembre 1876 ad Alessandria d'Egitto, secondogenito dell'avvocato di Voghera Enrico Marinetti e della milanese Amalia Grotti. Studia in Egitto - in scuole di lingua francese - insieme al fratello Leone, ma al termine degli studi liceali si trasferisce ?insieme alla famiglia a Milano in Via Senato 2, in un grande appartamento al primo piano della casa all'angolo con Corso Venezia. L'abitazione della famiglia Marinetti viene arredata in stile moresco, con oggetti acquistati in Oriente. Tommaso e Leone si iscrivono alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Pavia: nel 1895, Leone Marinetti viene colpito da una forma acuta di artrite, che gli danneggia il cuore e lo uccide a soli ventun ' anni.? Tommaso viene mandato a studiare a Genova, dove si laurea; tornato a Milano, comincia a frequentare letterati e critici, come Sem Benelli e Guido da Verona. Alla morte della madre, Marinetti e il padre decidono di dividere in due parti l'appartamento di Via Senato, in modo da avere entrambi maggiore libertà. Il nuovo spazio viene utilizzato per avviare un'iniziativa editoriale che permetta a Tommaso di farsi conoscere in Italia e non solo: nel 1904 viene fondata la rivista "Poesia" e il primo numero esce nel gennaio 1905. E' una pubblicazione molto elegante, di grande formato, stampata su carta di qualità; la copertina, che cambia colore ad ogni numero, è disegnata dall'incisore Alberto Martini. La rivista contiene molti contributi di letterati stranieri, soprattutto francesi, e mira principalmente a sprovincializzare l'ambiente letterario italiano. Nel 1907, alla morte del padre, l'appartamento di Via Senato viene riunito; in quell'occasione Marinetti, ossessionato dagli specchi rotti, fa togliere tutti gli specchi dalle stanze della casa. Due anni dopo - il 20 febbraio 1909 - sul quotidiano francese "Le Figaro" viene pubblicato il "Manifesto del Futurismo", il nuovo movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti; nello stesso anno, la rivista "Poesia" cessa le pubblicazioni e viene fondata l'omonima casa editrice. Artisti come Boccioni, Balla, Severini, Russolo e Carrà entrano presto a far parte del movimento futurista, e saranno i firmatari del "Manifesto dei pittori futuristi". Nel 1911, Marinetti trasloca da Via Senato in un appartamento al primo piano della Casa Rossa (un grande edificio decorato con rilievi in cotto sulla facciata), al numero 61 di Corso Venezia. Demolita nel 1928, la casa è stata sostituita da un edificio moderno, che si trova oggi al numero 37. Nella nuova abitazione, il fondatore del Futurismo porterà tutti gli arredi orientali che si trovavano nell'appartamento di Via Senato. Ormai il Futurismo è un caso nazionale: nel mese di aprile,? in un padiglione dismesso della ditta Ricordi, si apre la "Prima esposizione di arte libera", con cinquanta quadri futuristi di Boccioni, Carrà e Russolo.
Bus: 61
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