| Laura Visconti di Modrone Ciceri |
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LAURA VISCONTI DI MODRONE CICERI Nel 1588 fu fondato dall'arcivescovo di Milano Gaspare Visconti, unito alle autorità cittadine, il vecchio Ospedale Fatebenefratelli , affidato ai Padri della Congregazione di S. Giovanni di Dio i quali presero il nome, probabilmente, dai frati questuanti che chiedendo l'elemosina ripetevano: "fate del bene fratelli". Nel 1810 Giovanna Lomeni, una suora uscita dal Convento in seguito alle leggi di soppressione degli ordini religiosi, si occupò, presso un ambulatorio volontariato, di donne inferme: gli uomini erano destinati al Fatebenefratelli. Acquistò poi, con i fondi donati dalla contessa Laura Visconti , un piccolo convento che divenne, ottenute le autorizzazioni, un "ente privato". Nel 1825, alla morte della Lomeni, la Contessa assunse la direzione dell'Istituzione. Nel 1836 fu edificato, nello stradone di Porta Nuova, dall'Architetto Aluisetti l'Ospedale che porta sul frontespizio d'ingresso la scritta: "Ospitale Fate Bene Sorelle". Nel 1925 il Fatebenefratelli, si unificò con il Fatebenesorelle o Ciceri e l'annessa opera Pia Agnesi. Dal 1936 i due Ospedali, riuniti in un'unica sede in Corso di Porta Nuova, supportato dalle donazioni dei generosi milanesi, operano tuttora, con la denominazione di Ospedale Fatebenefratelli. Nel 1937 dopo 348 anni di attività, Il vecchio Ospedale fu demolito, restano documenti d'archivio e fotografici, addobbi religiosi, quadri e statue. Oggi l'Edificio, elevato a cinque piani, presenta pianta poligonale a U con struttura portante a pilastri in calcestruzzo armato e copertura a terrazza non praticabile. La nobildonna e benefattrice Laura Visconti dei Marchesi di Modrone, nacque e morì a Milano. Sposò il conte Filippo Ciceri ed ebbe una figlia, Maria. La contessa sostenne l'Ospedale economicamente e con sapiente organizzazione. Sotto il portico, nel cortile centrale dell'ex Fatebenesorelle, si trova un monumento a lei dedicato, voluto dai milanesi e realizzato dallo scultore Luigi Marchesi. Fu inaugurato, il 16 agosto 1848, in un clima di fervido patriottismo per l'avvenuta cacciata degli austriaci da Milano. Alla sua morte la contessa lasciò quasi tutti i propri beni all'Ospedale. È curioso che per un certo periodo la farmacia del Fatebenesorelle dispose di una mummia. Nei primi dell'Ottocento Carlo Ignazio Busca, milanese, portò in patria la mummia dello scriba e disegnatore Pthamose, completa di sarcofago e papiro (Libro dei morti). Gli eredi decisero di donare il "souvenir" alla farmacia del Fatebenesorelle: all'epoca le mummie erano menzionate tra i rimedi in uso e comparivano tra i prodotti delle farmacopee. Oggi, dopo alcuni passaggi, la mummia fa parte delle Civiche raccolte del Castello Sforzesco, il papiro, invece, si trova presso l'Archivio Storico del Policlinico.
MM1 fermata Turati
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