| Guglielmina La Boema |
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GUGLIELMINA LA BOEMA L'Abbazia di Chiaravalle risale al XII secolo e fu fondata dall'abate e teologo francese Bernardo di Clairvaux, venerato come santo dalla Chiesa Cattolica e tra i patroni delle apicultori. Profondo sostenitore della contemplazione mistica, la sola in grado di portare alla conoscenza del Divino, lottò contro le eresie e l'autorità assoluta della Chiesa, fu un fertile scrittore e con le sue tematiche religiose condizionò profondamente il Medioevo del suo tempo. Singolare una frase tratta da una delle sue opere (Sermones super Cantica Canticorum): "Quanto più si è buoni, tanto più si è cattivi, se si attribuisce a proprio merito ciò per cui si è buoni". L'Abbazia di Chiaravalle si trova nel comune di Milano, tra il quartiere Vigentino e il quartiere Rogoredo, dove un tempo esisteva un borgo che formava un comune indipendente chiamato Chiaravalle Milanese, soppresso e aggregato a Milano nel 1923. La costruzione è uno dei primi esempi di gotico in Italia anche se, nel tempo, contagiato da tratti romanici. L'alta torre nolare, che parte dal tiburio e termina con una croce posta su un mappamondo, è chiamata in dialetto milanese Ciribiciaccola. Notevole il portale d'ingresso, scolpito in rilievo nel XVI secolo con le figure di quattro santi e lo stemma dell'Abbazia. L'interno è a croce latina disposta su tre navate con volta a crociera e abside piatta. In contrasto con il volere del fondatore, nel XVI e XVII secolo, l'Abbazia fu affrescata in stile barocco, perdendo la caratteristica dell'Ordine cistercense ossia il simbolo di povertà. La cupola, in fase di restauro, era decorata con le figure dei quattro Evangelisti sovrastati da un cielo stellato. Nella navata centrale si ammira un superbo coro ligneo (1640-1645), mentre il transetto è ricoperto dagli affreschi dei Fiammenghini . Nel 1281, presso il cimitero dell'Abbazia, fu sepolta Guglielma la Boema, una figura misteriosa che apparve a Milano nella seconda metà del 1200, insieme al figlioletto, sostenendo di essere figlia del Re boemo. La sua storia tuttavia non trovò mai riscontro. Guglielmina si prese cura dei poveri e degli ammalati. Per tutti fu considerata una santa e come tale fu onorata alla sua morte. La sua tomba divenne luogo di culto, la sua fama di guaritrice crebbe e dette vita a un movimento religioso chiamato dei Guglielmiti. Questi fatti portarono l'Inquisizione a indagare e nel 1300 il culto fu interrotto, le spoglie di Guglielmina, giudicata eretica, furono bruciate e i suoi seguaci arsi vivi. Curiosamente nel 1973 nel cimitero di Chiaravalle, già luogo di sepoltura della Boema, volle essere tumulato Raffaele Mattioli amministratore delegato della Banca Commerciale Italiana, un uomo di grande influenza che si diceva facesse parte di una potente organizzazione esoterica.
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