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Il Serpente di bronzo nella Basilica di Sant'Ambrogio - Piazza S.Ambrogio



IL SERPENTE DI BRONZO NELLA BASILICA DI SANT'AMBROGIO
Piazza S.Ambrogio

La Basilica di Sant’Ambrogio, chiamata anticamente Basilica Martirum, capolavoro dell’architettura romanica lombarda, fu fondata dal Vescovo Ambrogio tra il 379 e il 386 nell’area del cimitero ad Martires fuori Porta Vercellina. I resti dei santi Gervasio e Protasio, su richiesta dei milanesi, furono deposti sotto l’altare nel 386 e poco dopo, quelli dello stesso Ambrogio. L’aspetto attuale è dovuto a numerose fasi costruttive, lavori di restauro e opere di traformazione avvenute nel corso dei secoli: dell’arredo paleocristiano interno sono sopravvissuti una transenna marmorea, le colonne del ciborio, il sarcofago della navata centrale e il portale di legno dell’ingresso della Basilica. Costruita in cotto, si presenta sobria ma piena di fascino e suggestione. La facciata con forma a capanna è disposta su due livelli, al primo si adatta il quadriportico, mentre il secondo è coperto da due grandi spioventi che inglobano le navate. Ai lati della facciata si stagliano due campanili costruiti in periodi diversi: la Torre dei Monaci e la Torre dei Canonici. L’interno presenta tre navate con volta a crociera. Le decorazioni, gli affreschi , le tele e le pale d’altare, furono realizzate da illustri artisti quali Tiepolo, Ferrari, Borgognone, Legnanino e Luini, che dettero fama mondiale alla Chiesa. La Basilica è dedicata a Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, scrittore e uomo politico. Un fatto curioso è che Ambrogio non era battezzato ma lo fu solo pochi giorni prima di essere eletto vescovo. Entrando nella Basilica sulla sinistra accanto al terzo pilastro, si ammira, su una colonna in porfido d’Elba, un serpente in bronzo. La leggenda narra che sia stato forgiato dalle mani di Mosè per difendere il suo accampamento dai serpenti del deserto. Chiunque fosse stato morso, guardando il serpente di metallo, avrebbe avuto salva la vita. Il serpente arrivò nella Basilica di Sant’Ambrogio per mano di Arnolfo, arcivescovo milanese, che intorno all’anno mille, si recò a Costantinopoli per prelevare la sposa bizantina promessa all’imperatore Ottone III. Nel frattempo però l’imperatore morì e la principessa fu rimpatriata. Ad Arnolfo restarono vari doni, tra i quali il serpente di bronzo, che fu collocato nella Basilica di Sant’Ambrogio. I milanesi accorsero ad ammirare l’oggetto sacro e in breve si diffuse la voce che toccando il serpente si guariva dalle malattie intestinali e in particolare dai vermi. La leggenda narra inoltre che il giorno del giudizio universale il rettile diventerà in carne e ossa e striscerà verso la Valle di Josafat dove le mani di Mosè lo forgiarono. Agli abitanti di Milano resta la “sicurezza” che finchè il serpente è in cima alla colonna, la fine del mondo è ancora lontana…



 

 



MM2 fermata S.Ambrogio
Tram 16, 18, 19
Autobus 50, 58, 94