| San Tomaso in Terra Amara - Via Broletto |
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SAN TOMASO IN TERRA AMARA
La chiesa di San Tomaso situata presso Porta Comacina (Via Broletto), oggi Porta Garibaldi, è di origine molto antica. Pare addirittura che contenesse due parrocchie coesistenti in un’unica chiesa. La prima fu, con ogni probabilità, la cappella gentilizia della famiglia dei “Sigerii”, l’altra la chiesa di San Tomaso in “Terra Mara” o “Terramara”. Il nome le fu dato dai profughi di un nucleo rurale costretti a fuggire a causa delle invasioni barbariche che caratterizzarono il X secolo e che tentarono in questo modo di mantenere il ricordo del proprio luogo di origine e della propria identità. Citata per la prima volta in documenti risalenti all’XI secolo, è elencata tra le parrocchie di Porta Comasina alla metà del XV. Nel 1574 l’arcivescovo Carlo Borromeo elevò San Tomaso in Terramara a collegiata donandogli, quindi, una certa importanza e nel 1825 l’architetto neoclassico Girolamo Arganini ne arricchì la facciata con la costruzione del pronao esastilo. L’appellativo “Terra amara” deriva da un’antica leggenda milanese del periodo quattrocentesco. Si narra che il suo parroco fosse corrotto e che si rifiutasse di celebrare le onoranze funebri senza percepire un compenso. A quel tempo, Giovanni Maria Visconti, duca di Milano, partiva tutte le sere in carrozza dal suo palazzo, situato nel centro cittadino, per andare a passeggiare nel parco alle spalle del Castello di Porta Giovia (oggi Sforzesco). Una sera udì un disperato pianto femminile, dette ordine di prendere informazioni e venne così a sapere che una povera donna, a cui era morto il marito, non poteva dargli sepoltura perchè non era in grado di pagare il compenso del parroco. Giovanni Maria rimase allibito, si precipitò dal prete e senza tanti preamboli gli intimò di procedere l’indomani a svolgere le sue funzioni per il defunto gratuitamente. Per assicurarsi che ogni cosa fosse a posto avrebbe lui stesso presenziato alla cerimonia. Il giorno dopo il Duca era nella chiesa con tutto il suo seguito e accompagnò il feretro anche nel vicino camposanto. Già la cassa era stata calata nella fossa, quando il duca interruppe la cerimonia e ordinò all’allibito sacerdote di entrare nella bara. Non scherzava Giovanni Maria: due suoi soldati presero il prete e lo chiusero nella cassa insieme al morto. Le urla strazianti del disgraziato furono ben presto coperte dalla terra con la quale i becchini riempirono la tomba. In un batter d’occhio tutta Milano fu informata dell’accaduto e col tempo il nome della chiesa San Tomaso in Terra Mara fu sostituito con San Tomaso In terra Amara in ricordo di quanto amara dovette risultare la terra al curato, che ancora vivo ne fu ricoperto.
MM1 fermata Cordusio
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