| L'EDILIZIA POPOLARE: QUARTIERE UMANITARIA |
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L'EDILIZIA POPOLARE: QUARTIERE UMANITARIA L’Acquario Civico non è la sola struttura rimasta a ricordo dell’Esposizione Universale del 1906. In contemporanea con l’Expo viene inaugurato anche il quartiere operaio Umanitaria in via Solari 40, primo e incontrastato esperimento di housing sociale milanese e vera dimostrazione dello sforzo modernizzatore compiuto dalla città. Il luogo scelto è già caratterizzato dalla presenza di edifici industriali, sorti in seguito alla realizzazione della Stazione di Porta Genova nel 1865. Il progetto è dell’architetto Giovanni Broglio e, per quanto concentrato sulle necessità pratiche, non trascura quelle estetiche, lasciando una testimonianza interessante dell’edilizia popolare legata ai modi liberty. Accanto agli eleganti progetti per le abitazioni private, espressione del potere e del gusto della borghesia industriale e commerciale, il modernismo mostra infatti risvolti sorprendentemente interessanti nelle rare occasioni in cui è applicato alle costruzioni di servizio, fabbriche, uffici, case popolari. In quest’ambito non gli si può rimproverare l’assenza di ricerca strutturale che spesso si riscontra nell’edilizia colta. Il quartiere di via Solari è realizzato in un anno e conta 11 edifici di 4 piani suddivisi in 240 appartamenti e alcuni spazi sociali. Tutti gli appartamenti sono dotati di latrina privata, condotto per le immondizie, acquaio e acqua potabile. Sotto il davanzale delle finestre una bocca d’aria regolabile, che trovava corrispondenza in un’analoga apertura nella parete opposta, favoriva il ricambio d’aria evitando inutile dispersione di calore. Decisamente in linea con i propositi modernisti, il progetto è pensato come un’insieme coerente di architettura, arredo e decorazione. Per il mobilio viene indetto un concorso il cui bando invita all’abbandono dell’imitazione stilistica (storicista) e richiede semplicità, qualità e funzionalità: è la genesi del concetto moderno di design. L’artigiano del ferro battuto Mazzucotelli, l’ebanista Quarti, l’architetto Moretti fanno parte della giuria e il bilocale arredato premiato dal concorso viene riprodotto ed esposto all’Expo nel padiglione dell’Umanitaria dove riscuote elogi, mentre per i visitatori dell’Esposizione vengono organizzate numerose visite guidate in via Solari. Il quartiere Umanitaria non è isolato, l’intera via Solari può essere definita liberty. Si tratta tuttavia di un Liberty minore, dove gli architetti lavorano con budget e finalità differenti rispetto alle dimore più centrali. I prospetti sono piuttosto omogenei, li distingue la scelta delle decorazioni applicate alle facciate, prodotte in serie grazie all’uso di calchi. Oltre alle case d’abitazione, i tratti dello stile si ritrovano anche negli edifici industriali sopravvissuti e trasformati e convivono in armonia con l’attuale vocazione della zona, convertita al design e alla moda.
Tram: 14
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