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LA SCULTURA LIBERTY: CIMITERO MONUMENTALE



LA SCULTURA LIBERTY: CIMITERO MONUMENTALE
Piazzale Cimitero Monumentale

Il Cimitero Monumentale, realizzato da Carlo Maciachini a partire dal 1863, può essere annoverato tra le strutture della città moderna e quando, nel 1895, viene riservato alle sepolture perpetue, i ricchi borghesi desiderosi di consolidare il proprio prestigio non possono che dare una spinta notevole alla produzione degli arredi funebri e incrementarne lo sviluppo. Le scuole d’arte e di architettura d’altro canto sono preparate, l’arte funeraria costituisce in quegli anni materia frequente di esercitazione. Forse è azzardato definire Liberty il prodotto di questo fervore, meglio parlare di simbolismo o verismo scapigliato, tuttavia le connessioni tra architettura e decoro, alcune soluzioni plastiche e scelte iconografiche, possono essere ricondotte direttamente all’esperienza del nuovo stile. Tra tutte, l’edicola Giudici, progettata da Paolo Mezzanotte e realizzata nel 1905, è un vero paradigma del Liberty a Milano. La struttura non è particolarmente innovativa: un parallelepipedo ingentilito dalla sporgenza dello zoccolo e dell’attico nella parte alta, mentre la decorazione è esuberante; rose e rami appassiti si intrecciano come la vita e la morte nella lunetta centrale a mosaico e abbondanti rami di alloro in bronzo si propagano sui lati. Il contrasto cromatico, enfatizzato anche dai marmi policromi lucidi e opachi, è l’elemento chiave della composizione, tra le più citate nelle pubblicazioni d’inizio secolo dedicate all’ architettura. Espressione di un Liberty più fantasioso ed evocativo è l’edicola Origgi, del 1909, risultato del lavoro comune dell’architetto Boni e dello scultore Grossoni; un monumento pesante che termina a cupola, rinserrato dall’incrociarsi sui lati delle linee rette e curve. Gli elementi scultorei sembrano incastonati nella griglia architettonica e raffigurano foglie di palma e semi di papavero, che raccontano la morte come sogno. Sulla porta bronzea una figura femminile accede all’interno della sepoltura tra foglie di alloro e corolle di girasoli simbolo di gloria e luce divina. Va citata infine l’edicola Toscanini, realizzata dallo scultore Bistolfi nel 1911, che propone una versione ancora differente dello stile. La struttura, costituita da un semplice parallelepipedo in marmo bianco era destinata ad accogliere le spoglie del figlio del direttore d’orchestra, morto a soli 4 anni. Il decoro, che si limita ad un bassorilievo piatto e stilizzato, racconta le fasi della breve vita del bimbo: la nascita, i giochi dell’infanzia, il dolore e il viaggio. Il risultato è fortemente evocativo e i temi simbolisti si legano ai modi stilizzati e astratti della decorazione levigata di questo Liberty, derivato direttamente dalla Secessione Viennese. Una passeggiata per i viali del Cimitero Monumentale permette di scoprire molto di più e di cogliere tutte le contaminazioni che, in vario modo, intrecciano il modernismo con le altre espressioni artistiche contemporanee, a volte con risultati al limite della bizzarria; un esempio? La sepoltura Pierd’Houy, del 1901, in cui architettura e scultura si intersecano nel modo più fantasioso tra volute fuori scala, angeli di bronzo, echi assiro-babilonesi e draghi dalle fauci spalancate…Liberty? Anche.

 

 

 



Tram: 3, 4, 29, 30
Autobus: 51, 70, 94