| Mulino dell'Abbazia di Chiaravalle - Via San Arialdo, 102 |
|
MULINO DELL’ABBAZIA DI CHIARAVALLE A fianco dell'Abbazia di Chiaravalle, nell'area della foresteria adibita un tempo ai fratelli conversi, vi è un mulino che ha funzionato per circa novecento anni. Non è facile identificare l'esatta datazione dell'impianto, anche se si suppone contemporaneo al complesso abbaziale costruito intorno all'anno 1135. Notizie certe della sua esistenza si ritrovano in un documento del 1238 dove viene elencato tra le proprietà dell'abbazia. Il mulino era usato come macina, come segheria e secondo alcuni elementi rintracciati ultimamente, anche come follatrice. Il suo utilizzo rispondeva a una precisa richiesta economica formulata dalla necessità di autosufficienza sulla quale si basa tuttora l'ordinamento cistercense, che ha fatto della regola di S. Benedetto "ora et labora" il perno della sua missione. L'acqua necessaria ad azionare le ruote era fornita da una diramazione della Vettabbia che, mediante una deviazione, giungeva alle ruote che mettevano in movimento le "mole" (blocchi di pietra granitica dal diametro di 100-120 cm. e pesanti una decina di quintali). Attualmente il canale è ormai completamente prosciugato e la struttura ha subito nel tempo vari ampliamenti. L'edificio è in muratura portante realizzata in laterizio. Si sviluppa a cavallo della roggia e si affaccia su un ampio cortile cintato. Verticalmente si eleva su due livelli: il piano terra, adibito un tempo all'attività produttiva e il piano rialzato usato come abitazione. La copertura è in coppi ed è supportata tramite capriate in legno. La recente ristrutturazione del mulino (funzionante) e dell'edificio rientra nel piano di lavoro di un ampio progetto che prevede il ripristino delle antiche tecniche agrarie e in futuro, la creazione di un parco medioevale. L'intervento di restauro conservativo e di consolidamento strutturale ha tenuto conto di tutte le tracce esistenti e delle modifiche che l'edificio ha subito nel tempo per permettere una lettura stratigrafica della costruzione, mantenendo inalterate le caratteristiche materiali e tipologiche dell'edificio. Prima dell' intervento l'edificio si presentava, al primo piano, in stato fatiscente e pericolante. In particolare alcune strutture murarie risultavano fortemente indebolite a causa delle modifiche (creazione di ingressi, passaggi tra i locali, controsoffittature, tramezzi, camini...) apportate durante il periodo in cui fu adattato ad uso abitativo (intorno al 1700). Non di minore importanza è stata la rimozione completa dell'impianto del mulino (le ruote esterne, gli ingranaggi e tutto l'impianto meccanico vero e proprio) avvenuta durante gli anni '20. Di tutto ciò sono rimaste alcune macine in pietra poste ora all'esterno sul fronte principale. Lo scopo dell'intero progetto è di restituire all'edificio la sua antica funzione con la ricostruzione di pala e macina e ridare vita autonoma riportando nuovamente l'acqua. Inoltre nei locali accanto è prevista la realizzazione di sale espositive a scopo didattico per trasmettere, alle future generazioni, una buona conoscenza del funzionamento di una delle macchine più complesse del periodo medioevale.
Autobus 77
|