| IL MOSTRO DELLA VIA BAGNERA |
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IL MOSTRO DELLA VIA BAGNERA In epoca romana in Via Bagnera a Milano c’era un bagno pubblico chiamato Baniaria da Bagnarium, Terme, da qui il termine bagnera. A testimoniarne l’esistenza nella zona sono stati portati alla luce mosaici e opere murarie appartenenti al complesso termale annesso al Palazzo Imperiale voluto da Diocleziano, sulle cui antiche vestigia sorse la Chiesa di San Giorgio al Palazzo, una delle più antiche di Milano. La via è situata nel centro storico a ridosso di Via Torino. Prima del 1865 era identificata come “Stretta Bagnera” in quanto non carrozzabile e con chiaro riferimento alle dimensioni che la portano a essere la strada più stretta della città. Passando per il caratteristico budello, tra lastricati sconnessi, si notano vecchie abitazioni con muri graffittati multicolore, dai più ritenuti devastanti. I passanti , studenti e lavoratori, la usano come scorciatoia. Questa via è stata tristemente resa famosa da Antonio Boggia, un muratore nato nel 1799, uno dei primi serial Killer della storia moderna. Nel 1818 si trasferì a Milano e prese in affitto un piccolo laboratorio in Via Bagnera che gli servì per attirare i malcapitati, tutti con una buona disponibilità economica. Consumò i suoi delitti tra il 1849 e il 1859, uccideva, decapitava e sfregiava le sue vittime. La prima fu un manovale, che una volta nella cantina uccise colpendolo alla testa con una scure. Con una falsa procura si appropriò dei suoi soldi. Poi ci fu un mediatore di granaglie, stessa cantina, stessa scure, stessa fine. Pietro Meazza, proprietario di una bottega che non faceva affari, l’affidò al criminale per amministrargliela, questi uccise il negoziante, vendette il negozio e si tenne il ricavato. Nel 1850 Boggia fallì un colpo. Colpì il malcapitato nel locale e non nella cantina, inoltre lo ferì e non lo uccise. La vittima scappò e denunciò il suo aggressore. Arrestato, riuscì a fingersi pazzo. Lo internarono al manicomio criminale e dopo pochi anni uscì. Nel 1859 eseguì alcuni lavori in casa di una signora, Ester Perrocchio. Un giorno nella sua folle mente scattò qualcosa, prese la scure e con un solo colpo uccise la donna, la divise in pezzi e la portò in cantina. La signora aveva un figlio che non avendo più sue notizie, si rivolse alla polizia. Venne perquisito il laboratorio e si scavò nella cantina. Emersero gli agghiaccianti resti. Al mostro della Bagnera furono imputati quattro omicidi e un tentato omicidio, più varie truffe. ll 28 novembre 1859 fu emessa la sentenza di morte. L’esecuzione avvenne, tramite impiccagione, all’alba del 9 aprile 1862. Il corpo fu sepolto, mentre la testa fu messa a disposizione dell’Ospedale Maggiore che la richiese perché potesse essere studiata da medici e scienziati. Di questo particolare reperto, oggi si sono perse le tracce.
Tram 2, 3, 14 fermata Torino - S. Maria Valle
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