| LA MALEDIZIONE DI PALAZZO MARINO |
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LA MALEDIZIONE DI PALAZZO MARINO Palazzo Marino è situato in Via della Scala al civico 2 di fronte al famoso Teatro. Acquistato dal Comune, il sindaco Antonio Beretta vi trasferì la residenza municipale il 9 settembre 1861. L’imponente edificio storico ospita gli uffici del Sindaco, del Vice Sindaco e della Presidenza del Consiglio, la Segreteria e la Direzione Generale. Fu costruito per volere del banchiere Tommaso Marino, che all’epoca aveva 78 anni, il quale si era arricchito prestando soldi con interessi da strozzino. Personaggio arrogante passeggiava per Milano in una carretta tutta ricoperta d’oro. Una figlia del Marino, Virginia, sposata a un nobile spagnolo, dette alla luce a Palazzo Marino la piccola Marianna, futura Monaca di Monza. La sfarzosa residenza, edificata dal’architetto perugino Galeazzo Alessi, era per Milano un palazzo del tutto inusuale, insuperabile per lusso e splendore. La facciata si orientava verso l’attuale piazza San Fedele, mentre la parte posteriore dell’edificio era quella rivolta verso la Scala. Nel 1872 il Comune bandì un concorso per realizzare la nuova facciata aperta su Piazza della Scala e nel 1888 venne approvato il progetto di Luca Beltrami. I lavori terminarono nel 1892 e diedero al Palazzo l’aspetto che vediamo oggi. Palazzo Marino è alto tre piani e comprende numerose sale. Nella Sala Alessi vengono ricevuti i Capi di Stato e i regnanti. La leggenda, non confermata da fatti storici, vuole che la bellezza di una donna sia stata l’artefice della costruzione di Palazzo Marino. Un giorno il conte Tommaso Marino vide uscire dalla chiesa di San Fedele una fanciulla di rara bellezza. La ragazza, Arabella Cornara, era figlia di un patrizio veneziano. Marino ne chiese la mano al padre, ma ricevette un secco rifiuto. Il nobile veneziano accampò come scusa il fatto che a Milano non esistesse un palazzo degno di sua figlia. Il conte consultò l’Architetto Galeazzo Alessi e accettò il grandioso progetto che questi gli propose. Per far posto al superbo edificio il Marino acquistò le case lungo il lato sinistro di San Fedele e le fece abbattere. I milanesi non gradirono la prepotenza e il palazzo crebbe con una maledizione: “Accozzaglia di pietre, costruita grazie a molte ruberie, o brucerà, o crollerà, o sarà rubata da qualche altro ladro”. Intanto Tommaso Marino a causa della realizzazione della ricca residenza era finito in miseria. Per il palazzo iniziò il degrado, Ara fu trovata impiccata al letto a baldacchino della residenza di campagna e poco tempo dopo il conte, a 97 anni, morì in solitudine e pieno di debiti. L’antica maledizione si avverò: il palazzo cadde in rovina, finì nelle mani degli Spagnoli prima e degli Austriaci poi e infine nel 1943 fu danneggiato cosi gravemente dai bombardamenti da rischiare la distruzione totale.
MM1 fermata Piazza Duomo
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