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SANTUARIO DI SAN BERNARDINO ALLE OSSA



SANTUARIO DI SAN BERNARDINO ALLE OSSA
Via Verziere, 2

Il Santuario di San Bernardino alle Ossa viene realizzato nel 1750 dagli architetti Giovanni Andrea Biffi e Carlo Giuseppe Merlo sulle rovine di una precedente chiesetta distrutta dal crollo del campanile della vicina Basilica di Santo Stefano. Quest’ultima è un’antica chiesa, chiamata anche Santo Stefano alla Porta in riferimento alla Pusterla (antica porta d’accesso nascosta nelle mura) che portava il nome del santo. Nella Basilica il 26 dicembre 1476 vi fu assassinato il duca Galeazzo Maria Sforza, che assisteva alle celebrazioni del patrono. Il 30 settembre 1571 vi venne battezzato il pittore Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. Nel corso degli anni ha subito numerosi e radicali interventi di ampliamento, restauro e ricostruzione. Nel 1145 di fronte alla Basilica, nella Via Brolo fu edificato un Ospedale con annesso un piccolo camposanto. Si pensò, in seguito, di erigere una cappella che potesse contenere le ossa esumate dal cimitero. Nel 1268 a fianco all’Ossario, venne costruita la chiesetta utilizzata come sepolcro destinata a divenire il Santuario di San Bernardino. Situato tra il Verziere e Piazza Santo Stefano è realizzato in stile barocco a pianta ottagonale con un’unica navata e due cappelle ai lati. Nella prima si trova la tomba dei discendenti di Cristoforo Colombo mentre nell’altra una tela raffigurante Santa Rosalia con un angelo. Sull’altare maggiore si ammira un dipinto, pare del pittore “Amadei”, rappresentante la Madonna col Bambino. Proseguendo lungo un breve corridoio si arriva alla cappella-ossario che è a pianta quadrata e ha tutte le pareti, le porte, i pilastri e le nicchie rivestite da teschi e ossa, disposti in vari modi. L’idea di queste composizioni di ossa umane fu dell’architetto Biffi, che nel 1679 intese dare all’Ossario un aspetto in linea con le carestie e le pestilenze dell’epoca . Si tratta di un edificio unico nel suo genere, brulicante di resti umani, con la sua bella leggenda che racconta di rumori misteriosi che percorrono ogni anno l’Ossario nella notte dei Morti. C’è anche un fantasma, lo scheletro di una bimba, che la notte del 2 novembre si disincastra dal cumulo dei suoi simili e si mette a capo di una lunga processione di scheletri danzanti. Un tempo si credeva che i macabri reperti appartenessero a Santi o a Martiri cristiani, in realtà si tratta di resti di persone inferme morte nel vecchio ospedale di Brolo, di priori e di confratelli che lo dirigevano, di carcerati morti in prigione, di condannati a morte, di nobili milanesi sepolti in sepolcri vicini e di sacerdoti che si prendevano cura della Basilica di Santo Stefano. Nel 1738 Giovanni V re del Portogallo visitando la cappella ne rimase tanto colpito che dette ordine di erigerne una identica a Evola, nei pressi di Lisbona.

 

 



Tram: 12, 15, 23, 27 fermata Larga - Verziere