| Fondamenta Basilica S. Lorenzo Maggiore - C.so di Porta Ticinese, 29 |
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La Basilica di San Lorenzo sorge in un'area che più di ogni altra conserva gli echi dei fasti dell'età romana, ovvero quando Milano era la capitale dell'Impero. Situata tra il Circo e le mura a nord e l'Anfiteatro a sud-ovest, era posta a lato della strada romana ed è oggi fronteggiata dalle famose sedici colonne in marmo, con capitelli in stile corinzio, che sostengono una trabeazione anch'essa in marmo. Secondo alcune ipotesi le colonne provengono da un tempio, da un palazzo o forse da un edificio termale di età tardo imperiale, secondo altre potrebbero essere l'unico lato rimasto di un quadriportico tardo-antico. I primi scavi archeologici iniziati nel 1700, proseguiti nel 1800 e nel primo 1900 hanno permesso di costruire una possibile cronologia e consequenzialità delle cappelle più antiche (S. Ippolito, S. Aquilino e S. Sisto) e del quadriportico, rispetto al corpo centrale della chiesa. Costruita nel IV secolo fu distrutta più volte da incendi e cedimenti strutturali, fino a che nel XVI secolo San Carlo Borromeo diede ordine di ricostruirla. Oggi si presenta a pianta centrale quadrilobata su cui s'innestano le quattro torri che serrano la grande cupola. Nel sottosuolo si possono ammirare, principalmente sotto le cappelle, le antiche fondazioni costituite dai materiali di spoglio d'edifici d'epoca romana. I materiali sono serviti ad innalzare tutta la struttura dall'originario piano di calpestìo, andando senza dubbio a risolvere i problemi di umidità legati alla falda acquifera prossima alla superficie e alla presenza di corsi d'acqua. Si sa che la basilica sorse in una zona paludosa in cui confluivano il fosso della Vetra e il Seveso. La cappella di Sant'Aquilino conserva il corpo del martire in un'arca d'argento, alcuni mosaici ed una scaletta in pietra che scende nel sottosuolo. Rinvenuto nel 1911 l'ampio sotterraneo è costituito da grandi conci forse provenienti dall'anfiteatro. Alcuni sono disposti in senso radiale e convergono verso il centro, altri non seguono un ordine prestabilito: sono rocchi di colonna, grandi canalette in pietra e persino alcuni coperchi di sarcofagi a doppio spiovente; il tutto posato così, quasi alla rinfusa, come se fosse stato spianato interamente da una mano gigantesca. Costruita in fase con la basilica, la cappella di Sant'Ippolito si configura con pianta a croce greca costituita da un'aula quadrata coperta da una cupola emisferica con pennacchi e quattro vani a botte. Il sotterraneo è anch'esso caratterizzato da grandi conci posti lungo il perimetro, con l'inserimento di un caratteristico capitello. Camminando sul pavimento dell'ambulacro occhieggiano varie griglie in ottone che lasciano "respirare" le fondamenta messe in alcuni punti a nudo dagli scavi archeologici. In alcune zone sottoterra vi sono ancora i cartellini in plastica ,infissi con i chiodi nelle pareti, in cui si legge il succedersi delle stratificazioni e quindi del tempo. Vicino all'accesso della Cappella di San Sisto si può scendere ben oltre le fondamenta in quanto gli scavi hanno lasciato in luce una porzione di strada acciottolata d'epoca romana, che rimane a circa sei metri al di sotto dell'attuale pavimento della chiesa.
Tram 3, 14, 2
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