| Tempio della Notte |
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Il complesso di Villa Batthyany, noto oggi come parco di Villa Finzi, si trova nel quartiere "Gorla" una volta Comune indipendente ai margini settentrionali della città ed assorbito, dai primi anni del 1900, nell'attuale comprensorio metropolitano. La proprietà, che occupa una superficie di circa 64.000 mq, è composta oltre che dalla Villa ottocentesca, in origine proprietà del conte Batthyany e successivamente della contessa Fanny Finzi Ottolenghi, da altri recenti edifici ad uso scolastico e dall'area verde. Il parco mantiene, come unici elementi rimasti della antica composizione, due strutture di puro gusto neoclassico: il Tempietto dell'Innocenza alla luce del sole e una grotta sotterranea e quasi misteriosa, con annesso un tempio chiamato Tempio della Notte. Forse utilizzata per riunioni massoniche e altri riti ancora, oppure solo per scappatelle amorose al riparo da sguardi indiscreti. L'ingresso principale alla struttura sotterranea risulta posizionato ad occidente, alla base di una collina. Altre due aperture, esternamente poco visibili, sono collocate lungo i versanti settentrionale e orientale della piccola altura. Dagli ingressi si dipartono tre cunicoli tra loro comunicanti in modo labirintico che conducono nella parte più profonda dell'ipogeo. Le pareti presentano, in alcune porzioni, una doppia struttura. La più antica, in Ceppo d'Adda, risale all'Ottocento e appartiene alla fase esecutiva che ricostruisce l'ambiente di una grotta naturale, seguendo la moda architettonica del tempo. La più recente, invece, è composta da un ordine regolare di mattoni di moderna fattura, ipoteticamente riconducibile al periodo del secondo conflitto mondiale e legata all'impiego della struttura quale ricovero antiaereo di "fortuna". Il Tempio della Notte, nascosto nel cuore della grotta, riprende il modello classico del tempio monoptero, un tempio circolare senza cella composto da un'unica fila di colonne. Otto esili colonne in marmo bianco, con capitelli scolpiti in forme corinzie con motivi floreali, poggiano su un basamento continuo di mattoni e sostengono un'ampia cornice modanata sulla quale si imposta una volta con un oculo centrale da dove la luce proveniente dall'esterno crea ombre suggestive. Le colonne risultano fra loro unite da un paramento in laterizio intonacato, all'interno del quale sono state create alcune nicchie probabilmente destinate ad ospitare statue o ornamenti architettonici. La sua pavimentazione risulta sepolta sotto uno spesso strato di terra e macerie. Indagini più approfondite hanno rivelato l'esistenza di una struttura sottostante preesistente, probabilmente un'antica ghiacciaia, che è possibile anche riscontrare dalla documentazione catastale rinvenuta negli archivi, poi trasformata in grotta e in tempio. Sino a qualche decennio fa la grotta era facilmente accessibile come purtroppo dimostrano graffiti, scritte e altri danneggiamenti patiti dalle colonne del Tempio della Notte, cumuli di rottami e sporcizia. Tale ritrovamento ad opera dello speleologo milanese Andrea Thum e dell'Associazione S.C.A.M. ha una notevole importanza storica, poiché al momento unico nel suo genere per la città di Milano.
MM1 fermata Gorla
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